mercoledì 19 settembre 2007

Microsoft, si è chiuso lo scontro. Confermata la condanna.

Si è chiuso lunedì, 17 settembre 2007, l'epocale ciclo giudiziario tra Microsoft e Unione Europea. Dopo nove anni di indagini, accuse, multe e udienze, il caso è arrivato alla resa dei conti: la sentenza del Tribunale europeo ha respinto il ricorso del gigante di Redmond.
La vicenda ruotava da anni intorno a tre capi d'accusa contro Microsoft:
  1. l'aver sfruttato una posizione dominante (il 95% dei computer nel mondo è dotato di Windows) imponendo anche il proprio Media Player, offrendolo in automatico in tutti i pc venduti.
  2. l'aver messo fuori mercato la concorrenza e privare i consumatori della libertà di scelta.
  3. tenere riservate, a tutti i produttori concorrenti, informazioni essenziali per realizzare software in grado di dialogare con i server che girano in Windows.
In gioco, oltre agli ovvi interessi di Microsoft, la credibilità dell’Antitrust europeo che ha dichiarato "tolleranza zero" contro lo strapotere delle multinazionali. Per Microsoft si parla di 777 milioni di euro, il complessivo di due multe: la prima di 497 milioni per violazione dell'art. 82 del Trattato CE cioè "abuso di posizione dominante", la seconda di 280 per incompleta ottemperanza alla decisione di Bruxelles.
I commenti degli osservatori si dividono: chi approva la condanna per la vittoria della libertà di scelta dei consumatori, chi vede un pericoloso passo indietro che mette a rischio l'innovazione ed esclusività tecnologica delle imprese.
A preoccupare la "Corporation", più che la multa salata (che rappresenta l'1% della disponibilità di cassa), sono le strette misure previste dalla Commissione Europea, la quale ha chiesto all'azienda tra le più grandi del mondo di fornire ai produttori di pc una versione di Windows priva di Media Player e di condividere informazioni sui sistemi server.
Il vicepresidente di Microsoft, Brad Smith, sostiene che il colosso di Redmond non è l'unica azienda ad avere una "posizione dominante" nel settore dell'Information & Communication Technology (ICT): "Ci sono anche Apple, Google e Ibm". Infatti.

La Commissione canta vittoria ed è chiaro che questa sentenza avrà effetti anche su altri dossier aperti dallo stesso Tribunale. I giudici comunque hanno avviato un'altra inchiesta sulle pratiche di Microsoft, riguardo al giovane sistema operativo Windows Vista.
Arrivati fino a qui iniziano a tremare anche i "rivali" già citati: Apple, Intel, Google e Ibm. Tutte infatti godono di posizioni dominanti: Apple ha il 70% nel settore della musica online, Google arriva fino al 90% in quello delle ricerche nel web, Ibm ha circa il 99% dei pc server nel mondo. Si muove in fretta però Google che, secondo indiscrezioni, avrebbe già presentato un ricorso all’Antitrust Usa contro Microsoft per il sistema di ricerca interno di Windows Vista.
Insomma una sentenza che potrà avere effetti sui casi di Antitrust che vedono coinvolte altre grosse compagnie statunitensi.
La guerra sulla concorrenza pare appena cominciata. Se i colossi del software tremano, per l’UE si tratta di una grande vittoria.

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